Abstract
Per oltre 20 anni il dottor Paolo Carbonatto ha accolto i suoi mutuati in uno studio di Torino proprio accanto al Ponte Mosca, nel cuore di Porta Palazzo. I suoi assistiti, in grandissima maggioranza stranieri, lo hanno portato in contatto con le più diverse etnie e con i più diversi percorsi terapeutici. Con pazienti cinesi, nordafricani, centroafricani, sudamericani, curdi, pakistani, egiziani, iraniani ha spesso dovuto fare i conti con convincimenti e credenze di ogni tipo, anche di tipo religioso. “Qualche volta ho persino dovuto sostituirmi agli stregoni” – racconta – “così da convincere i miei pazienti a sottoporsi alle cure previste dai nostri protocolli sanitari”.