Blu Egizio, dall’archeologia alle tecnologie del futuro
Docente: Marco Nicola
Docente: Marco Nicola
Il blu egizio, primo pigmento sintetico della storia, rappresenta un ponte straordinario tra passato e futuro. Sviluppato dagli antichi egizi oltre 5.000 anni fa, questo materiale dalle proprietà ottiche uniche andò perduto nel Medioevo e fu riscoperto solo nell’800. Oggi la ricerca internazionale, coordinata dalla rete BLUENET, rivela le sue sorprendenti potenzialità per l’alta tecnologia: dalla produzione di energia solare alle scienze forensi, dalla medicina alla bioedilizia. L’incontro esplora questo affascinante percorso che dall’archeologia conduce alle frontiere dell’innovazione tecnologica, dimostrando come un antico materiale possa ispirare le soluzioni del domani.
Nato nel 1979, chimico PhD, fa ricerca all’Università di Torino e come visiting scholar al MIT. Nel 2005 fonda Adamantio Srl, primo spin-off dell’Ateneo torinese, specializzato in diagnostica per i beni culturali. Il suo lavoro sul blu egizio ha aperto nuove frontiere tecnologiche. È Esperto Nazionale in diagnostica per i beni culturali e CTU presso il Tribunale di Torino. Ha condotto analisi su capolavori come il Bacco di Caravaggio, opere di Tiziano, le Logge di Raffaello a Villa Farnesina, il colonnato di San Pietro, la Domus Aurea e Pompei. Attualmente coordina una ricerca al Louvre. Curatore della mostra ULTRASKY, collabora con il Museo Egizio e divulgatori come Barbascura X.

